Tempi da robot

Uomini e no. Cresce la produzione, l’uso e lo sviluppo di macchine avanzate. Siamo all’inizio di una vera e propria seconda rivoluzione delle macchine. Quello che fa la differenza è l’intelligenza artificiale. E si dibattono le regole dell’etica dei robot. Che faranno sempre di più, cose sempre diverse. Anche scrivere poesie Articolo di Ildegarda Ferraro “Scusa, secondo te quale sarebbe la mano di Dio”. Il collega alla mia sinistra parla pianissimo. D’altra parte siamo a un grande evento pubblico. Sussurro: “Scusa, come?” Una delle immagini che mostra il grande schermo è una mano umana e una di un robot. E riprende, rileggendola, la mano di Dio che sfiora quasi quella dell’uomo nella Creazione della Cappella Sistina. Guardo il grande schermo e gli sorrido. Mi guarda come se gli avessi risposto e aggiunge: “Ho capito, stai prendendo spunti…”. Ormai è un fiorire di mani umane e di automi che si stringono, si salutano, si sostengono. Tempi in cui non puoi aprire una rivista o fare un giro su Internet senza trovare di tutto di più sulle magnifiche sorti e progressive dei nostri compagni di viaggio non umani. Possibilmente sostenuti dall’intelligenza artificiale. Macchine In giro non si fa altro che parlare di macchine. [...]

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Presentato il rapporto Assinform “Il Digitale in Italia 2017″

Presentato il 24 luglio a Milano e a Roma, il rapporto Assinform “Il Digitale in Italia 2017″ evidenzia la ripresa del mercato digitale italiano (informatica, telecomunicazioni e contenuti) dopo un fermo durato ben 4 anni. Era infatti dal 2013 che non si registravano progressi significativi: il mercato digitale ha subito un’accelerazione dell’1,8% rispetto all’anno precedente, raggiungendo più di 66 milioni di euro, avvalorando le previsioni di crescita per il triennio 2017-2019. Quello delle competenze digitali, secondo lo Studio Assinform, è un tema di portata strategica. Per il 2016-2018, è stimato un fabbisogno di 85.000 nuovi specialisti digitali, 65.000 dei quali per soggetti di primo impiego, più della metà dei quali laureati e per fabbisogni che possono essere soddisfatti solo in parte. Sul fronte della strategia per la Crescita Digitale del Paese si registrano progressi importanti in particolare del sistema PagoPA (15.601 PA aderenti e 11.332 attive) e di quello della Fatturazione Elettronica per la PA, oramai best practice europea. La spinta all’innovazione riguarda tutti i più importanti settori dell’economia, con una previsione di incremento medio annuo per il triennio 2017- 19 del 2,6%. Rimane lenta la realizzazione dei grandi progetti di digitalizzazione della Pa. Nel primo trimestre del 2017 la domanda di [...]

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Si fa presto a dire bot

C’è un po’ di tutto nella grande famiglia dei bot, non solo chatbot per mettersi in contatto, ma anche molto altro, come per esempio i bot “social”, falsi profili usati per fare volume sui social network. Quello che conta è che stanno diventando la tendenza vincente. E ci sono perfino i bot che gestiscono denaro e spese e fanno pagamenti   Articolo di Ildegarda Ferraro “Ciao Poncho, io vivo a Roma, come sarà qui il tempo il prossimo week end? E a Barbarano Romano, un piccolo paese vicino Viterbo in Italia? Grazie mille”. Ho cercato un contatto su Messenger, il sistema di contatto rapido su Facebook. Gli ho scritto in inglese, lingua madre di Poncho. E lui mi ha risposto immediatamente. Mi dice come saranno le condizioni atmosferiche e si offre di informarmi quotidianamente. Poncho è un bot (vedi il suo profilo su Facebook e anche qui), un sistema automatico con cui chattare, chiacchierare via Internet. Poncho si occupa del tempo, ma potrebbe seguire un milione di altre cose. È uno del milione di ultracorpi che sta ora qui con noi. Il milione ovviamente è per difetto. Perché l’invasione degli ultracorpi c’è già stata, anche se non sono quei magnifici e terribili baccelloni della [...]

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Calcio, gossip e motori: questa la dieta-stampa degli italiani secondo Audipress

Leggono sempre meno, sono sempre più anziani, si nutrono di calcio, gossip e motori. Questo il profilo dei lettori italiani di quotidiani, settimanali e mensili secondo l’ultimo rapporto Audipress.  Dal 2014 al 2017, circa 9 milioni di lettori in meno leggono o sfogliano un quotidiano, un settimanale o un mensile. Quelli che leggono qualcosa hanno per la maggior parte più di 65 anni: oltre 10 milioni, contro 1,7 milioni di giovani dai 14 ai 17 anni.  Attenzione: leggono, non comprano… Vediamo meglio. Secondo Audipress, 17,4 milioni d’italiani leggono almeno un quotidiano in un giorno medio; di questi lettori, più di 10 milioni sono uomini e preferiscono, nel complesso, più (anche se di poco) i quotidiani sportivi come La Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport, che i quotidiani d’informazione come La Repubblica e il Corriere della Sera. Le 7,6 milioni di lettrici donne, invece, non amano i quotidiani sportivi, ma leggono soprattutto La Repubblica, il Corriere della Sera e La Stampa. Passiamo ai settimanali e ai mensili. 15 milioni d’italiani hanno letto almeno un settimanale negli ultimi sette giorni. Qui, i profili di genere cambiano e si ha la rivincita delle donne lettrici. 9,8 milioni di donne leggono maggiormente le riviste settimanali di gossip o di svago come Chi e Di [...]

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Non è un problema solo di Governi… Vediamo a quali media e canali social europei interessa il problema Italia/migranti. Pochi, e poco… [Parte seconda]

Misurarelacomunicazione ha misurato stampa&web, 12 paesi europei, gli ultimi 7 gg.  Sul problema generale “migranti e rifugiati” in Europa dominano i canali social. Appena si passa a “migranti e Italia”, crollano i numeri, diminuiscono i social e si moltiplicano per 3 stampa e web 1.0. Numeri bassissimi anche per loro, e la questione riguarda la comunicazione istituzionale e l’informazione strutturata, non la “gente”. Nella fig. 1, ecco dove si è parlato del problema generale: Fig. 1. Elaborazione MLC e EIKON SC   Nella fig. 2 , ecco invece dove si è parlato % della questione “Italia e migranti”. Ricordiamo che i n. sono il 15% dell’altra ‘torta’ (vedi la Parte Prima del post): Fig. 2. Elaborazione MLC e EIKON SC   Vediamo quali testate  old&new media sono state più attente a “migranti e Italia” in 6 paesi più significativi.  Accorpiamo i n. per le singole testate cartacee e online. Qualche sorpresa, qualche ovvietà, moltissime delusioni….   Fig. 3. Old&new media UK. Elaborazione MLC & EIKON SC   Fig. 4. Old&new media FRANCIA. Elaborazione MLC & EIKON SC   Fig. 5. Old&new media GERMANIA e SPAGNA. Elaborazione MLC & EIKON SC

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Non solo i Governi… Anche per i media europei il problema Italia/migranti riguarda solo l’Italia… [Parte prima]

Sul tema “migranti”, l’Italia è del tutto marginale nell’agenda dell’opinione pubblica europea. Almeno stando ai media, nuovi e vecchi. Misurarelacomunicazione ha calcolato la presenza dei temi “migranti” e  “Italia/migranti” sul sistema combinato stampa/web per 13 paesi europei.  Abbiamo raccolto gli articoli e i post degli ultimi 7 gg,, in un momento di massima visibilità della discussione europea che coinvolge direttamente l’Italia. Gli artt e i post che contengono le parole “migranti”, “rifugiati” e sinonimi vari nelle diverse lingue sono stati 449.833, Italia inclusa (fig. 1). Se togliamo gli artt e i post in italiano, si scende a 306.378 (fig. 2) Di questi, gli artt e i post che contengono riferimenti all’Italia (per es. Italia, italian*, ecc) sono stati  34.113 (fig. 3). Dunque, l’Italia da sola ha espresso oltre il 30% degli artt/post: l’Italia che parla del suo problema agli Italiani… Invece fuori dall’Italia, il problema italiano pesa solo per l’11% del totale della comunicazione sul tema. Ognuno dei 12 paesi ha una agenda propria, e il problema dei migranti acquista peso e contenuti diversi in funzione di questa agenda nazionale. L’attenzione mediatica al problema italiano è praticamente irrilevante per 8 dei 12 paesi.  L’unica significativa è la Francia, con lo [...]

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I Musei italiani sui Social: visitatori vs followers

Una rete e una presenza social sono sempre più una variabile decisiva per il successo di un museo. Ecco cosa accade per i musei italiani più importanti…… Questi i tre musei nazionali statali con il maggior numero di visitatori nel 2016: (Fonte: Il giornale dell’Arte, n. 374, aprile 2017 Tutti e tre i musei hanno un numero elevato di visitatori e godono di una forte notorietà nazionale e internazionale. Tutti e tre cercano di utilizzare più o meno i canali social, in particolare Facebook, Twitter e Instagram. Il problema è tutto in quel “più o meno”…. La pagina Facebook con il maggior numero di like è la Reggia di Caserta,  nonostante abbia un numero di visitatori reali nettamente inferiore alla Galleria degli Uffizi. Sorprendentemente, la Galleria dell’Accademia di Firenze non ritiene necessario utilizzare una pagina Facebook… Ci piacerebbe capire il perché. Su Twitter la situazione è molto diversa. La Reggia di Caserta non rientra nemmeno tra i primi tre classificati. Lascia il posto alla Pinacoteca di Brera, che ha un forte numero di follower, ma un n. di visitatori (311mila) men che proporzionale. La Galleria degli Uffizi e i Musei Reali restano stabili rispettivamente al secondo e terzo posto. Su Instagram torna al primo posto la Galleria degli [...]

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Se il prodotto siamo noi e i nostri dati

Si chiama Data Economy, è l’economia dei dati. Mentre Infonomics è la metodologia che si occupa del valore e del significato di queste informazioni. Il bello è che alla fine di questa industria, basti pensare ai social network, il carburante siamo noi con tutto quello che ci riguarda, dai nostri amici ai nostri testi, fino alle nostre foto. Le questioni sono di notevole spessore. Certo le posizioni vanno tutelate, senza però perdere la spinta vitale che può venire dall’uso di flussi nuovi di informazioni   Articolo di Ildegarda Ferraro In un modo o nell’altro, alla fine il petrolio della nuova fiorente industria dei dati siamo noi stessi. La tesi abbastanza accreditata secondo cui “se non paghi, il prodotto sei tu” è stata superata dalla realtà dei fatti. Ormai anche se il prodotto lo paghi contribuisci comunque alla crescita della Data Economy, l’economia dei dati, con dei pezzi di te. E anche in questo caso “il prodotto sei tu”, perché lasci una traccia di informazioni che altri si occuperanno di estrarre, elaborare, vendere e trasferire. In questa mia nuova posizione di petrolio mi guardo intorno per capire di chi sto facendo la fortuna. Probabilmente di tutti quelli che possono usare i [...]

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Su Audipress di Aprile la catastrofe delle “repliche digitali” dei quotidiani italiani

Interessante come al solito l’elaborazione che Pier Luca Santoro ha fatto dei dati mensili Audipress. Questa volta il focus è sulla lettura dei quotidiani italiani, ed è da leggere: http://bit.ly/2rKUoz5 Santoro giunge ad alcune conclusioni controcorrente. Non è vero, secondo lui, che il giornale cartaceo stia sprofondando in una crisi senza ritorno e si avvii verso la morte. Inutile sarebbe anche la battaglia degli editori contro i contenuti gratuiti, dato che quasi 6 lettori su 10 in un giorno medio dichiarano di aver letto il giornale senza averlo pagato (copia “avuta da altri/prestata/trovata/altro/“). I giornali regionali o provinciali risultano avere in molti casi una media di lettori superiore ai quotidiani nazionali (e questa mi pare una indicazione di grande importanza, a conferma di un trend di anni). Ma il dato più interessante riguarda la cosiddetta “replica digitale”, il giornale on line che riproduce esattamente – pubblicità compresa – la copia cartacea. La “replica digitale” è la modalità di quotidiano on line praticata dalla quasi totalità dei quotidiani italiani. Soluzione apparentemente semplice e economica: si riproduce il cartaceo e lo si rende consultabile su internet. Il problema è che i lettori a quel punto preferiscono comprare il cartaceo, e basta. “Emerge con [...]

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Chiusi nelle nostre camere

Dipende da noi. Ci ancoriamo alle nostre opinioni sui social, cercando fatti e amici che corrispondano alle nostre stesse idee, chiusi in camere dell’eco. Ci coinvolge il pregiudizio della conferma, per cui vediamo solo quello che rafforza la posizione, e ci convince la teoria del complotto, secondo cui all’origine c’è una cospirazione. Restiamo quindi indifferenti ai venti di quanto può essere diverso, impoverendoci e non facendoci vedere la realtà. E le repliche o le idee contrarie non hanno effetto o addirittura rafforzano l’opinione. Ma appunto tutto dipende da noi. E esserne coscienti può fare la differenza     Articolo di Ildegarda Ferraro Faccio un giro tra i miei amici di Facebook per capire. Per quanto vario possa essere il panorama è abbastanza convenzionale rispetto a me. Non vedo picchi di diversità. Certo ci sono un po’ di adolescenti amici di mia figlia, ma corrispondono abbastanza ad un prototipo. Tra amici degli amici e conoscenti occasionali non trovo niente di proprio fuori linea. Poi la vedo. È una persona del Sud che posta paesaggi e nette posizioni in linea con le idee della Lega nord. Mi è arrivata da un passato lontano. E me la terrò cara, perché rappresenta una finestra [...]

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