Materiali: psiche

14 ottobre 2026

In Francia e Spagna i giovani sono in piazza. In Italia non succede nulla. Non c'è una narrazione condivisa. La quiete non è necessariamente calma — e i numeri lo confermano.

Il Terzo Rapporto Eikon sulla Sostenibilità Sociale prova a rispondere con i dati. Più di 1 giovane su 3 giudica insoddisfacente il proprio benessere psicologico. Tra i 16-19enni la quota sale al 36,8% — quasi il doppio della media nazionale. Il picco però è tra i 20-29enni: 38,1%, la quota più alta di tutte le fasce d’età. Non è una crisi adolescenziale destinata a riassorbirsi. È un disagio che si consolida proprio nel momento in cui arrivano le aspettative vere — il lavoro, l’autonomia, il progetto di vita. Quando smetti di essere un ragazzo e devi diventare adulto, e ti accorgi che il Paese non ti ha preparato nessun posto.

Il contrasto con gli over 66 è netto: tra gli anziani la quota di insoddisfatti scende al 22,6%. L’Italia sembra funzionare meglio per chi ha già vissuto che per chi deve ancora cominciare. Non è un paradosso statistico — è una scelta politica e culturale di cui nessuno sembra voler parlare.

Il disagio dei giovani italiani non ha ancora trovato né le parole né la piazza giusta. Ma esiste, ed è misurabile.

I dati sono tratti dal Terzo Rapporto Eikon sulla Sostenibilità Sociale (FrancoAngeli, 2026), Tab. 13 — campione di 2.000 intervistati tra 16 e 80 anni.

👉 Terzo Rapporto sulla Sostenibilità Sociale — Eikon SC