Nell’era dell’AI, ha ancora senso per i brand presidiare i social media? – Top in Social Media Management
Sono 5,5 milioni le microimprese in Italia e rappresentano il 30% del PIL. Eppure il volume dei prestiti bancari loro dedicati è crollato del 37% tra il 2011 e il 2024, secondo i dati del Libro bianco sul credito alle micro e piccole imprese. Invisibili al credito, spesso invisibili anche ai mercati.
Sui social, quella invisibilità si può cambiare. Per i brand, la partita diventa vincente quando smettono di trasmettere e iniziano a dialogare, trasformando il capitale conversazionale in capitale reputazionale. Vale per le grandi aziende, vale ancora di più per le piccole imprese.
È uno dei temi al centro di Top in Social Media Management, la prima certificazione italiana che valuta in modo scientifico la qualità della presenza nei social media di aziende e organizzazioni. La prima edizione è stata moderata dal giornalista Giampaolo Colletti.
L’osservatorio di Eikon SC Top in Social Media Management ha monitorato 151 brand su Facebook in sette settori — assicurativo, automotive, cosmetico, energetico, farmaceutico, GDO e telco — costruendo un Index che misura frequenza di pubblicazione, crescita dei follower, engagement, rapporto tra paid e organico, community openness e community mood. Due i filtri d’ingresso: la vitalità del canale e la propensione al dialogo. Chi blocca i commenti è automaticamente escluso dalla certificazione.
I dati restituiscono un panorama articolato. È il settore energetico a guidare per tasso di eccellenza — 7 aziende su 10 certificate — e per crescita delle community (+5% nell’ultimo anno). La frequenza di pubblicazione varia molto: cosmetica e GDO pubblicano in media 4,5 post a settimana, il farmaceutico si ferma a 1,7. Ma i volumi non raccontano tutto: chi cancella più commenti non ha necessariamente community più serene. Come ha sottolineato Paola Aragno, Vice Presidente di Eikon SC, quello che fa la differenza non è il settore, è il modello di presenza scelto dal brand.
Otto le aziende premiate per aver ottenuto la certificazione su più canali: Eni, Edison, Hera, IBSA, Iren, Tim, Zurich Bank e Zurich Italia. La loro scelta comune, al di là di settori e piattaforme diverse, è una sola: trattare i social come spazio di relazione, non di trasmissione.

